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AUTUNNO: TERRAZZI E GIARDINI SEMPREVERDI CON LE CONIFERE


In autunno scegliere le conifere per i terrazzi e i piccoli giardini di città, per chi ama mantenere, anche durante la stagione fredda l' aspetto curato e rigoglioso al proprio giardino è un' impresa piuttosto impegnativa ma non impossibile.









Larici, pini, ginepri, tassi, mughi, di conifere ce ne sono un' infinità e non è facile conoscerle tutte. Basti pensare che le specie sono più di seicento, diffuse dalle pianure dell' Asia alle catene montuose d' Europa e d' America, sino agli altipiani tropicali. La maggior parte ha inoltre dato origine a varietà nane, con tante fogge e colori, utili e decorative per le fioriere dei balconi, ma anche come tappezzanti per le zone semi-ombrose del giardino.
Queste specie si trovano già coltivate in vaso e, in genere, crescono lentamente e hanno vita lunghissima, come capita di vedere nei boschi europei o, in terre lontane, davanti ai templi di Kyoto in Giappone. Le più usate sono le tuie, le criptomerie e le infinite varietà di Chamaecyparis, dette anche falsi cipressi.
Chamaecyparis Nana Gracilis
Ma ci sono anche i piccoli abeti grigi e quelli a forma pendula. Con queste piante si possono comporre morbide bordure dai verdi cangianti, che diventano ancora più piacevoli se illuminate da ciuffi di eriche e ciclamini. Così si ammirano a Londra, a Vienna, ad Amsterdam, sui davanzali delle case, impreziositi da piccole pigne e altre decorazioni.
Per avere davanzali sempreverdi e terrazze in ordine, ci vuole buon gusto e conoscenza dell' ambiente. Se infatti un mugo, con i suoi rami a candelabri, può stare bene nella frescura di un balcone di montagna, per gli spazi verdi di pianura è meglio scegliere esemplari di Juniperus sabina, il ginepro dalle magnifiche bacche azzurre, dense d' aromi. Per un cortile o un giardino metropolitano, invece, non dimentichiamo i bellissimi Taxus baccata.
Ginepro
Il ginepro è una delle piante più robuste della terra. In riva al mare diventa un vero e proprio alberello, scolpito dal vento in forme sorprendenti. Lo troviamo negli anfratti delle costiere sarde, sulla Sila e nella Calabria più segreta. Ma a nord, nel cuore delle Alpi, si spinge prostrato a terra fino ai bordi dei ghiacciai. Non ha paura del vento, del caldo o del gelo, si piega, si torce, non si spezza. Come quei larici curvati dal vento, feriti dalle valanghe, che resistono agli inverni più spietati, o quegli abeti che s' innalzano diritti come fusi nelle folte foreste a cercare il sole.
Per la coltivazione è bene ricordare che  il terreno deve essere simile a quello delle foreste di provenienza: acido, ricco di ferro, permeabile, umido. Solo i mughi prediligono un substrato calcareo. Fatta eccezione per i tassi, le conifere non vanno mai potate.
Sopportano caldo o freddo, amano il sole, ma si adattano bene anche alle zone ombrose, purché arieggiate.
Le conifere vogliono annaffiature regolari, un paio di volte la settimana nel periodo estivo. Fate attenzione a non bagnarle troppo per evitare asfissie radicali. Durante l' inverno ridurre la somministrazione d' acqua, riservandola alle giornate più tiepide.
Se coltivate in vaso, a primavera si possono nutrire con fertilizzanti ricchi di ferro da aggiungere al terreno.
Se sceglierete il tipo di conifere adatte al vostro terrazzo o giardino, sicuramente avrete dei risultati soddisfacenti per voi e per chi lo visiterà.