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IL BOSCO un perfetto ecosistema da tutelare

di Luciana Rassati


Le foreste in Italia sono caratterizzate da una ricchissima biodiversità, intesa sia in senso genetico e specifico, per la varietà della flora e della fauna presenti, sia in senso ecosistemico, per la molteplicità di ambienti diversi che dalle Alpi si susseguono lungo la dorsale appenninica fino alle zone costiere.

Il bosco, in tale contesto, assume una nuova dimensione sociale, economica e culturale. Acquisisce importanza e valore non solo per la sua ben  nota capacità di fornire beni all' uomo, ma per la possibilità di assolvere una molteplicità di funzioni sociali: la conservazione del suolo e delle risorse idriche; la conservazione della biodiversità; la mitigazione dei cambiamenti climatici e dei processi di desertificazione; la purificazione dell' aria e dell' acqua; la produzione di materia prima rinnovabile insostituibile; la protezione dell' identità paesaggistica e culturale dei territori.
Con l'affermazione della visione olistica e il riconoscimento della teoria dei sistemi nel campo dell' ecologia, anche in ambito forestale ha preso forma la cultura della complessità, che porta a considerare il bosco un sistema biologico complesso, un' entità che ha valore intrinseco, un soggetto di diritti che va tutelato, conservato e difeso alla stregua di tutte le comunità biotiche, in accordo con il "diritto all'ambiente" per garantire migliori condizioni di vita alle future generazioni.
L' Italia è un Paese ricco di boschi. L'attuale superficie forestale complessiva dell' Italia è stimata in 10.467.533 ettari, pari a circa un terzo del territorio nazionale, secondo il recente Inventario Nazionale delle Foreste, realizzato dal Corpo Forestale dello Stato.
Oggi si guarda al bosco con senso di rispetto, cioè con un sentimento che non può essere privilegio solo e soltanto dei forestali perché, invece, appartiene a tutti ed è espressione dei profondi mutamenti avvenuti nel rapporto società-natura. Rapporto che a ben vedere tende sempre più a divenire paritetico.
Ciò dovrebbe essere comprensibile e quindi, accettabile da parte di tutti, qualora si abbia la consapevolezza che il rispetto e la cura per sé stesso presuppone e implica per l' uomo, il rispetto e la cura per tutte le altre entità, biologiche e non. Nella fattispecie, cura e rispetto tesi a garantire al bosco la funzionalità e la continuità nel tempo.
Vi è dunque la necessità di associare i tanti elementi del sapere in modo da produrre nuove concezioni, nuove idee e nuovi approcci culturali con al centro il bosco come tessuto di fatti, azioni, epifenomeni e interazioni.
In sintesi, il bosco è dunque un sistema e in quanto tale, sempre sul punto di disgregarsi e al tempo stesso di auto-eco-organizzarsi.
A questo punto potremo chiederci quale sarà il futuro del bosco nei prossimi dieci, cinquanta, cento anni. Ho scelto queste scale perché da un lato rispondono al presente e dall'altro al futuro più o meno prossimo.
Dieci anni è un lasso di tempo che per le attività umane rappresenta il normale orizzonte; in campo scientifico è la scala temporale di una rivoluzione determinata da nuovi strumenti.
Nel settore forestale dieci anni non riguardano né un orizzonte specifico né l'affermazione di una rivoluzione, dieci anni rappresentano il presente più che il futuro.
Cinquanta anni è il lasso di tempo necessario perché in campo forestale si affermi una rivoluzione scientifica. Nei prossimi anni la tecnologia avrà messo a punto strumenti ancora più sofisticati e non è improbabile che si possano introdurre nuove metodiche e produrre piante capaci di adattarsi a condizioni climatiche estreme, o piante resistenti alle più svariate malattie, o piante in grado di fornire, a ritmi attualmente impensabili, prodotti che possono trasformare l'economia di molte regioni geografiche.
Cento anni è un lasso di tempo a misura forestale.Ciascuno di noi non potrà valutare gli sviluppi scientifici e tecnologici che si verificheranno.
Nei prossimi cento anni è molto probabile che le vere, e sottolineo vere, battaglie ecologiche domineranno l'agenda politica a livello mondiale. In questo quadro la salvezza delle foreste dalla sistematica distruzione, dovrà essere motivo di impegno di tutti affinché si spinga perché si prendano provvedimenti adeguati.
Di una cosa possiamo essere certi: sopravviveremo se non danneggeremo oltre misura Gaia. Una scelta possibile è quella di considerare tutte le foreste di origine naturale come un parco ecologico.
La salvezza del pianeta comincia da questa ipotesi.