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UNA GITA " SCACCIAPENSIERI "


di Luciana Rassati


Indossate scarpe e abbigliamento comodo si parte per Castell' Arquato, nel piacentino.


Il Borgo di Castell' Arquato




Arrivati a destinazione l' impressione è quella di vivere in un'altra epoca. Il borgo medioevale, arroccato lungo la collina della Val d' Arda, è incantevole, quasi magico e sprigiona cultura, storia e antiche tradizioni.
 I miei occhi, sempre troppo curiosi, sbirciano quà e là tra le basse case a schiera color mattone ma,
 l' appetito inizia a farsi sentire.
Tra le splendide bellezze artistiche che incontro partendo dal basso paese, trovo il Torrione Farnesiano, imponente e misterioso con i suoi passaggi segreti che conducevano al vicino Palazzo del Duca e all' omonima fontana, ancora oggi in funzione.


Caratteristico "Vicolo"

Girando per i caratteristici vicoletti in acciottolato, si respirano profumi a me cari al ricordo e già conosciuti attraverso i racconti di mio padre, al ritorno dalla sua gita aziendale fatta in questo luogo.
Mi descriveva ed elogiava compiaciuto, le bellezze artistiche e storiche ed anche la squisita cucina ricca di specialità, salumi,antipasti e via dicendo, fino ai dolci tradizionali.
Infatti, percorrendo la strada che porta alla piazza e alla Rocca, incontro una golosissima salumeria, ricca di fantastici prodotti locali. Non resisto a tanto ben di Dio e, data l' ora, entro e mi faccio preparare due mega panini imbottiti di prelibatezze nostrane.


Prodotti di una tipica bottega locale


Riprendo la passeggiata in salita per la via "Solata" ed ecco apparirmi la maestosa Rocca Viscontea che rappresenta il potere militare dell' epoca e la bellissima Piazza Monumentale, con l' antica chiesa
della Collegiata, il portico " del Paradiso " e il Palazzo del Podestà.


La Rocca Viscontea

Mentre guardo affascinata le bellezze artistiche della Piazza, incontro il signor Osvaldo, eccentrico
personaggio del luogo, anche lui, oserei dire " medioevale " per il suo modo di porsi e di parlare ma molto, molto simpatico e grande conoscitore del territorio. Mi consiglia di visitare il Museo
all' interno della Rocca, il chiostro della Collegiata con il Museo annesso e la cappella di Santa Caterina con i suoi affreschi.


L' antica chiesa della Collegiata

Alla fine chedo al signor Osvaldo di segnalarmi dove si può mangiar bene le specialità locali. Ovviamente mi segnala più di un posto aggiungendo che a Castell' Arquato si mangia bene dappertutto, c'è solo l' imbarazzo della scelta non solo, si beve anche bene, mi spiega, perchè la cultura della vite a Castell' Arquato anch' essa ha radici antichissime.
Proseguo il mio itinerario seguendo le indicazioni del signor Osvaldo e, devo dire che ne è valsa veramente la pena. I miei occhi ringraziano il signor Osvaldo per aver goduto di tanta bellezza.


Panorama del borgo

Mi avvio pian piano sulla strada del ritorno ma non prima d'essermi fermata nella trattoria consigliatami dal signor Osvaldo per degustare la tipica cucina piacentina e gli ottimi vini locali.
Da buona forchetta, assaggio un pò di tutto iniziando dagli antipasti di salumi ai fantastici "chisolini" chiamati anche "torta fritta" che si accompagnano bene con gli affettati, per poi proseguire con i famosi " anolini in brodo " e, per finire, la tradizionale torta " sbriuslona ".
Il tutto condito con tanta cortesia e un' ottimo trattamento da parte del gestore.


Anolini piacentini 
I "Chisolini"



Torta " Sbriuslona "

Soddisfatta di questa bella giornata trascorsa nel piacentino, penso che tutto sommato, non è poi così lontano da non poterla raggiungere un' altra volta anzi, ci ritornerò molto presto.